Perché a distanza di tempo, cioè da quando ho visto per la prima volta questa foto, ho deciso solo ora di recensirla ? Intanto perché aspettavo che qualcun altro la apprezzasse e lo dicesse, poi perché preso da mille cose non ho avuto tempo fino a che casualmente oggi l’ho rivista e, come la prima volta, mi ha colpito profondamente. Tralascerei subito l’aspetto tecnico che nelle foto di contenuto, profondamente emotive, non ha senso trattare per rivolgere invece l’attenzione allo sguardo del ragazzo che ha un‘intensità senza pari. Due occhi così quando ti guardano non li dimentichi. Bravo Atrabilis, siamo amici è vero, ma qui i complimenti te li faccio con estrema sincerità e aggiungo… l’avrei voluta scattare io, e sai quanto mi costa dirtelo!!
Non potevo scegliere fotografia migliore per la mia prima recensione su questo sito. E spero ovviamente di non deludere nessuno.
C'è poco da dire in realtà, la foto appare perfetta nella sua geometria e nei suoi colori forti e caldi allo stesso tempo. Rigorosa e perfetta e poco importa se la categoria è fine art. In questo caso almeno per me, la fotografia non ne esce snaturata, ma al contrario rafforzata. Il mattone giallo non fa altro che elevare una normale foto "geometrica" a una fotografia da ammirare.
Bravissimo Or_mac, del resto non è la prima volta che ci stupisci con questa pulizia compositiva (non mi stancherò mai di ripeterlo) che va solo ammirata.
Ammirare per comprendere, ammirare per imparare, ammirare per puro diletto del bel vedere.
Immagine: Donatella di Or_mac
Recensione di: Nicola Giannotti
L'immagine non è perfetta; il taglio è appena un po' sporco ma la forza comunicativa inchioda lo sguardo di chi la osserva. Il viso è tutto a destra e tecnicamente sarebbe un errore se non fosse per il fatto che lo sguardo, opposto, la rimette in gioco. La pelliccia è il dettaglio che permette di dare una connotazione allo status della "dama". Mi ricorda un dipinto di Klimt.
Una foto fortemente cercata, equilibrata e dalla simbologia netta.
Tecnicamente, riuscire a non bruciare o oscurare niente, è già un buon risultato, il volto della "madonna" sembra sospeso nell'azzurro del cielo ma è pensoso e osserva l'edificio chiesa.
L'interno del negozio, esterno all'edificio religioso, è una vetrina commerciale, come a dire che fuori dalla religione esiste un mondo materiale che contrasta con le istituzioni ma ne fa solidamente parte. O perlomeno èuna mia libera interpretazione.
Immagine: --- di bart
Recensione di: Nicola Giannotti
La foto è forte ed interlocutoria, frutto di reportage, forse, ma di sicuro parla. Vi si legge un' infinità di cose tanto difformi ed estese quanto lo è la estensione della sua gamma tonale. Tanto forte da sembrare posata, con un bambino, quello di fronte, composto e deciso e l'altro sporco, dubbioso e quasi impaurito. E le altre foto del servizio non sono da meno.
Una foto non è solo la rappresentazione oggettiva di ciò che ci si para davanti, ma è anche capacità di saper riconoscere in giusto taglio e la capacità di reinterpretare. Questa foto ne è un esempio.
Immagine: Hidden di mary a.
Recensione di: Nicola Giannotti
Un'immagine forte, quasi un manifesto, di un disagio, di una sensazione, di un atteggiamento.C'è tutto, pathos, forma e contenuto. Quasi un fotogramma cinematografico. Unico "neo" quella narice, nè fuori nè dentro la visuale.
Immagine: Verde di vincenzo 1
Recensione di: Nicola Giannotti
Bell'elemento fatto di elementi orizzontali (segnaletica) e verticale (persone e ombre. Le persone sono "ammezzate" ma vengono completate dalla rispettiva ombra. Disposizione degli elementi davvero attenta. L'uomo con la stampella fa la differenza.
Questa immagine può essere migliorata, ok, ma già così fornisce spunto di riflessione; come un desiderio di metamorfosi; la "shape" della farfalla perfettamente leggibile ed una conchiglia che ne esce quasi "amputata".
Immagine: di melissa.hall
Recensione di: Nicola Giannotti
L'immagine non ha la volontà di divenire un campione di perfezione. Come proprio dello stile dell'autore l'aspetto enfatico e volutamente informale è spesso ne è la chiave di lettura. La struttura della foto prescinde dalla compostezza delle linee, il suo sapore è quello dello stupore, quello della meraviglia davanti alla cadenza delle volte e della complessità della trama del pavimento su cui un tavolo fa quasi da presenza scomoda. Il punto di luce è abbagliante ed illeggibile a bilanciare il nero da cui tutto nasce.
Immagine: Tempo fermo di Robi
Recensione di: Nicola Giannotti
Una costruzione molto povera, ma ricca di suggestione sfumature.
L' HDR, acronimo di High Dynamic Range, è una tecnica utilizzata in computer grafica e in fotografia per consentire che i calcoli di illuminazione possano essere fatti in uno spazio più ampio (un high range appunto) e si possano rappresentare valori di illuminazione molto alti o molto bassi.
Le tecniche HDR sono fondate sulla natura fisica della luce. Per i calcoli si utilizzano le stesse unità di misura della fotometria, dove, per esempio, al sole viene assegnato un valore di luminosità milioni di volte più grande di quello del monitor del personal computer.
L'HDR dà la possibilità di immortalare una scena avendo poi il totale controllo sull'immagine finale; ad esempio è possibile esporre nuovamente la foto, correggendo o perfezionando il risultato finale.
( fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/High_dynamic_range_imaging )
Caldo e freddo, duo che sintetizza uno stato interiore ed intimo. Commento alla stagione ? Commento ad uno stato d'animo ? Non lo sapremo ma il contrasto dei colori e della situazione invita alla meditazione.
La prima cosa che di solito si guarda in una fotografia , è il soggetto, alle volte un soggetto molto particolare , da solo , riesce a “fare “ la foto . Poi , personalmente guardo se gli elementi compositivi sono posizionati in maniera congrua. E per ultimo guardo la realizzazione tecnica .
Quando si uniscono queste combinazioni , di solito viene fuori una bella foto .
In questa foto che nessuna delle particolarità elencate prima è presente, abbiamo una immagine sublime, come è possibile? E possibile perché e tutti quelli che accademicamente possono essere chiamati difetti , in realtà sono sempre nelle nostre immagini , è esattamente quello che vorremmo vedere , quello che ci capita di ricordare la mattina quando abbiamo fatto un sogno, riusciamo a mettere a fuoco solo una porzione dell’immagine, ma non è sfuocata , è soltanto sfumata , in questo caso , i nostri papaveri , quelli del sogno, sono quelli sfumati , il solo papavero messo a fuoco in realtà e quello che deve fare da campione , quello usato da tutti , quello che non ha un padrone .
La trama realizzata dagli steli, gioca con la luce , dapprima con toni molto concreti di verde , poi sfoca ,e sbiadisce o meglio sfuma improvvisamente su un quasi totale beige, quasi saltando, creando uno spazio notevole, fra il reale e il sogno.
Nella fotografia ritrattistica, il fotografo è perennemente impegnato in un duello costruttivo con la luce e le sue ombre, con lo scopo di fissare tutto quello che ha davanti, nella misura più espressiva e reale... in questo contesto Melissa ha fatto tutto bene e nel migliore di modi, regalandoci un BN ben fatto e catturando due espressioni contrapposte, dolcezza e distacco... i miei complimenti
Un interno, come molte delle foto di questa autrice; come sempre austero ed elegante e, all'interno, un soggetto illuminato in modo da creare un chiaroscuro deciso. La cosa che colpisce della foto è questa austera fragilità del soggetto, una posizione quasi da danza classica ma fortemente umana. Una bellezza di forma e postura viene in parte nascosta; gli occhiali tra le mani come simbolo di "stanchezza" (?), e alle spalle il simbolo della vanità; uno specchio. L'antitesi tra "il celarsi" e il simbolo della vanità collocato alle spalle rende fortemente intimo il significato dello scatto
Immagine: Ipnosi di torkio
Recensione di: Nicola Giannotti
Un geometrico molto ben costruito, con il valore aggiunto di due elementi umani, uno statico ed uno dinamico. L'ombra allungata tinge ed interrompe le armonie di linee. Il bianco e nero segna linee di confine nette e precise, permettendo però di leggere l'aspetto materico.
Provo a tirar giù la mia prima recensione ad una fotografia, ma non a una fotografia qualsiasi ma a quella di un bravissimo fotografo quale è WizardMerlin. Questa foto ha concentrato in un fotogramma l'essenziale: passione posseduta dai ballerini e la grande padronanza del mezzo da parte del fotografo. La danza in fotografia è un soggetto a volte inflazionato ma raramente si riescono a vedere fotografie come questa. La scelta del Bianco e Nero rinforza questo stato d'animo e ne fa una scelta vincente. Ancora i miei complimenti e grazie per aver condiviso con noi questo scatto.
buona immagine. pur essendo uno scatto rubato ha le caratteristiche di un'immagine ben costruita. Il signore colto proprio nel momento in cui si volta e guarda verso l'osservatore per capire se è lui la persona che aspetta, l'ombra che "fascia" gli occhi sottolineandone ancora di più lo sguardo interrogativo/perplesso, la linea di luce (?) perpendicolare che suddivide l'immagine in due parti, una occupata interamente dall'uomo e l'altra vuota, dove si intravede una sedia anch'essa vuota, a rimarcare la mancanza di una seconda persona...tutti questi sono elementi ben giocati, che valorizzano nel complesso l'immagine...a concludere un buon BN, molto da reportage...
Bella questa serie di hi-key,
questa mi piace molto perchè il richiamo al titolo è evidente e diretto, la percezione dell'oggetto contrapposta alla natura intima della sua essenza.
Un concetto che trovo ben espresso in questa immagine.
Una sola domanda: trovo questa immagine intrigante dal punto di vista concettuale, tanto quanto "dissolvenza materica", non capisco come mai hai scelto di postare anche "la casa di mattoni" associandola (grazie all'uniformità della post) a queste in quanto la trovo "distante" sul piano concettuale/comunicativo...
Ho apprezzato molto tutte e tre le foto, mi permetto di esprimerlo recensendone una.
ciao
Alberto.
un'immagine tutta sapientemente giocata sui contrasti, questa che ci presenti:il contrasto tra l'esattezza e la rigidità delle linee ed il mosso sfuggente della figura umana, il contrasto tra la direzione che le linee fanno prendere al nostro sguardo facendolo sfuggire verso l'alto e in lontananza e la direzione della figura, che corre nel verso opposto, uscendo già dal fotogramma.
Ben realizzata dal punto di vista tecnico, una chicca il dettaglio del piede (colorato) congelato sull'asfalto nero...a qualcuno disturberà la mano tagliata, altri l'apprezzeranno, penso che questo rientri nel gusto personale, di certo non penalizza l'economia complessiva della foto.
Ciao Gennaro,
E' da un pochino di tempo che seguo con interesse i tuoi lavori fotografici.
Recensendo questa tua bella foto colgo l'occasione per dirti che apprezzo veramente tanto l'impatto emotivo che riesci a proporre con le tue foto.
Questa foto mi comunica due cose, violenza e incomprensione.
La violenza la evinco dallo stato in cui si trova la bambola, il viso sporco e lacero, l'occhio sinistro vuoto,
i capelli sporchi e sopra al viso, tutto mi fa pensare ad una persona che ha sofferto o ha subito, appunto una violenza, una vittima.
Lo sguardo dell'occhio destro, dritto in camera, ben nitido e visibile, mi fa pensare al rapporto che esiste tra chi è stato vittima di una violenza e chi lo osserva. Uno sguardo tenero ma fiero, anche se spesso ai nostri occhi appare inanimato, vuoto... uno sguardo che, a volte, riesce a perforare la corazza che noi poniamo tra queste persone e noi stessi... una freccia che vorrebbe colpire la nostra sensibilità, e che, quando ci riesce, dovrebbe farci riflettere molto sull'essenza dell'uomo.
Ciao
Alberto.
Questa è una foto.
Una foto che parla veramente tanto, come tutte le altre della serie...
A parte le considerazioni sulla resa grafica dell'immagine, mosso fantastico e sfocato morbidissimo ma leggibile, la recensisco perchè ha un impatto emotivo veramente forte.
La prima cosa che mi viene da dire è che è una foto che parla, parla veramente tanto, ed ascolta...
Parla perchè mi sembra di essere lì, ci manca giusto il clamore della folla...
Parla perchè è un immagine che rende il movimento, l'azione in un modo fantastico.
Parla perchè racconta della vita per la vita.
Un immagine essenziale, semplice, che mi ha fatto venire i brividi per davvero...
Un immagine che ascolta perchè è aperta ad accogliere tutte le emozioni che ci vuoi mettere dentro, un immagine amica che racconta uno spettacolo crudo come la corrida raccontandola attraverso un occhio che guarda la realtà in maniera essenziale, tralasciando quegli aspetti documentaristici che tanto sono presenti nelle immagini dei nostri giorni...
Sono veramente contento di averle in comm.
Ciao
Alberto.
Una foto che si fa immediatamente apprezzare per l'ineccepibile realizzazione tecnica: un bianco e nero vellutato e morbido ma al tempo stesso suggestivo, nel quale la gamma di grigi è completa e visivamente intensa; la disposizione dei volumi e degli elementi presenti sulla scena, la scelta del punto di ripresa e la gestione del diaframma, creano una profondità tridimensionale e prospettica dell'immagine davvero degna di nota.
Nel complesso il tutto risulta molto equilibrato, cosa non sempre facile in questo genere di scatti e con queste focali.
Tutti gli elementi tecnici sono comunque volti a creare una scena molto suggestiva e leggermente surreale, ove si trovano gli elementi tipicamente balneari posizionati e pronti all'uso ma assolutamente deserti, una visione dell'estate quindi, resa però irreale proprio dalla mancanza della tipica folla di bagnanti, presenza umana che è comunque presente, sussurrata viste le sue dimensioni, ma alla quale l'occhio non può sfuggire in quanto guidato su di essa proprio dalla fila di ombrelloni che, forse in un altro momento, saranno popolati da quella vita che in questa visione si trova invece altrove.
Non posso che complimentarmi con Vale per aver saputo vedere e realizzare questa piacevolissima immagine che si lascia guardare ed apprezzare a lungo e molto volentieri.
Durante le lunghe ricerche finalizzate a soddisfare la mia fame di immagini, rimango sempre molto affascinato da quelle che tramite una estrema semplicità formale, riescono a trasmettere stati d'animo e situazioni emotive molto forti ed avvolgenti. Questa la considero personalmente uno di quei casi.
La composizione essenziale e rigorosa, unitamente ai toni tenui e morbidi infondono uno sensazione di quiete, di silenzio, di luogo sicuro ove poter abbandonarsi ai propri pensieri protetti e resi più intimi dalla penombra. Questo senso di raccoglimento che si respira all'interno è esaltato da quanto appare al di la della finestra, la luce abbagliante che spesso allontana e distrae dalle riflessioni più intime, così come le persiane, con il loro cromatismo e la loro posizione che rompe la simmetria possono rappresentare se vogliamo ciò che nel mondo esterno ci può destabilizzare. Tutto ciò che è fuorviante è fuori, dentro a questa stanza resta solo l'essenza.
Non vi è vita in questo luogo, ma le sedie ed i solchi sul muro ai lati della finestra ne richiamano la frequentazione nel tempo, che in questo momento sembra essersi fermato, in attesa che qualcuno torni ad animarlo.
Tecnicamente l'immagine è ben realizzata, l'esposizione ed i toni come già detto cono funzionali e coerenti al contesto ed al mood che credo si volesse trasmettere. Compositivamente purtroppo l'immagine risente un po' troppo dell'arco che ermerge nell'angolo in alto a destra, ed in modo minore degli elementi sche sporgono dal muro sullo stesso lato, problema che suppongo non fosse risolvibile in fase di scatto, e la scelta di intervenire in postwork spetta solo ed esclusivamente all'etica ed alla filosofia dell'autrice in merito.
Autrice alla quale, per chiudere, vanno i miei sinceri complimenti per questa realizzazione.
Spesso le immagini che più apprezzo ed ammiro sono, al tempo stesso, anche le immagini per la quali più mi riesce difficile formulare pensieri e parole utili ad esprimere tale apprezzamento. Forse questo è dovuto al fatto che, in certe occasioni, ciò che mi trasmette l'immagine è il frutto di talmente tanti fattori positivi perfettamente in simbiosi tra loro, al punto da far divenire per me complicato scinderli al fine di elencarli.
Nonostanto mi trovi proprio dinnanzi ad uno di quei casi, sento comunque il desiderio di esprimere ciò che io apprezzo di questa immagine che sicuramente merita tanto.
Aprendo l'immagine la prima dote che impressiona è sicuramente il perfetto ed elegante equilibrio grafico ed ancor prima quello compositivo: gli elementi sono disposti nel fotogramma in modo assolutamente impeccabile, la texture dell'edificio crea uno sfondo neutro ma caratterizzante sul quale prendono vita poi i veri soggetti dell'immagine. Già perchè il bello di questo scatto è proprio il modo in cui si fondono armoniosamente e senza contrasti, grazie soprattutto ai toni neutri, la razionalità geometrica delle forme e la rappresentazione di un mondo, quello dello skate, che certo di razionale ha invece davvero poco, ma che tuttavia ha nel paesaggio urbano proprio il suo habitat naturale. Bello inoltre come siano raffigurati i diversi umori e le diverse situazioni degli skaters, l'azione nel suo punto culminante, la classica ripresa video atta ad immortalare e testimoniare la riuscita della manovra, la posa stilosa del cameramen, infine la stanchezza che sfocia nel disinteresse, molto ben valorizzato dall'orientamento in senso opposto della figura a riposo, divisa inoltre dal resto, come a voler sancire la separazione emotiva tra i personaggi, dai due lampioni che formano un taglio netto tra le due situazioni.
Se proprio si vuole ad ogni costo un piccolo neo, allora si può dire che le linee verticali ai limiti del fotogramma, in modo particolare sul lato destro, andrebbero corrette per eliminarne la distorsione che, proprio perchè vicina al margine, in uno scatto del genere può risultare fastidiosa. Nel complesso un'immagine in cui c'è molto da guardare, che non ha bisogno di contrasti carichi o colori saturi per essere interessante, anzi realizzata con una sobrietà ed una eleganza tale che ai miei occhi risulterebbe idonea ad essere pubblicata in svariati e molteplici contesti, da quello più prettamente fotografico fino al suo utilizzo a scopo pubblicitario per una company di articoli o abbigliamento del settore.
Decisamente un ottimo lavoro, complimenti.
La mia recensione a questa immagine di Nicola ha valore per tutte la sua serie di immagini tipo questa e parte da un suo commento proprio a questa fotografia che mi ha dato da pensare non poco ed è questo:
"...il mio intento è svuotare le immagini da ogni compiaciuta "bellezza" (ammesso che esista), esorcizzarla, reimpastarla. non so se si capisce, è una ricerca. alla fine, il risultato a volte è ritornare da capo, alla foto elementare, all'immagine che in fondo potrebbe fare mio nipote di tre anni con la usa e getta, non io con la leica. la vita, il mondo, le cose, l'energia sono un ciclo che ritorna da capo. la fine e l'inizio, in fin dei conti, sono punti coincidenti.
"
Questa immagine collegata alle specifiche parole dell’autore merita tutto il valore che si possa dare ad una fotografia, la sua 'ricerca' infine mi fa venire in mente qualcosa che trascenda l'irrimediabile ricerca di un canone comunicativo standardizzato frutto di un'estetica globalizzata e troppo spesso assoggettata più ad un sentire comune piuttosto che alla visione delle cose che è, per sua stessa natura SEMPLICE ed elementaLe.
Quello che colpisce di una fotografia come questa è la sensazione fortissima di dejavu, la totale immersione in quello che ad una prima occhiata può sembrare uno scenario banale ma che, ha la potenza delle cose che ci circondano quotidianamente se si ha la forza di guardarle per quello che sono realmente, spogliati di tutte le sovrastrutture comunicative eteroimposte...
Per la mia visione della fotografia, la ricerca, ed in questo caso l'abbandono di qualsiasi alterazione e sofisticazione per un ritorno alla visione natale di ciò che ci circonda vale molto più di qualsiasi esplosione di colore o paesaggio appariscente solo perchè esotico ed estraneo...
Insomma questo ‘neorealismo fotografico dei luoghi’ a me sinceramente piace parecchio per le sensazioni forti che riesce a dare... poi, si sa è questione anche di gusti...
VinS
Cosa distingue una bella fotografia da una mediocre o addirittura brutta? Per tanti appassionati di fotografia è troppo spesso la tecnica a fare la differenza, ma rischiano così di perdere di vista il fine per perdersi nel mezzo... io invece credo che a fare una grossa differenza sia la comunicazione che un’immagine si porta appresso, è una mia visione personale ma è forse per questo che non vado troppo d'accordo con la foto naturalistica o quella sportiva… le immagini a me devono dire qualcosa, farmi provare una sensazione (anche se chiaramente oggettiva) e questa foto ci riesce benissimo, attraverso un uso ottimo della tecnica al servizio di un’esigenza estetica sicuramente ad essa superiore.
Quella strada vuota con la sola presenza della bicicletta deformata proprio dal bordo del grandangolo che ne allunga la sagoma e qualche automezzo in lontananza, quelle persone in fila sul marciapiede, l’altissimo contrasto di luce dato dal controluce e le ombre allungate al calar del giorno mi emozionano e ciò basta per poter dire che per me una foto ha raggiunto il suo fine.
Complimenti Antonio
VinS
mi permetto di recensire questa foto.
Una visione onirica in un paesaggio quasi spettrale, tenebroso, drammatico. Le persone in movimento, l'andare...come lo descrive l'autore, quasi verso l'ignoto, l'indefinito. Un futuro indefinito, incerto ma pur sempre visibile e lontano; un cammino in una dimensione reale ma allo stesso tempo quasi fluttuante, buia, incerta....
La foto è originale, per composizione e tecnica, ottimo il bianco e nero che spezza in due parti il fotogramma. Il moso che da dinamismo ad una foto altrimenti troppo severa, per i toni e la suggestione. complimenti. Sicuramente una delle migliori foto viste fino ad ora.
Ho voluto recensirla perchè ne valeva la pena, sotto tutti i punti di vista.
Una foto equilibrata nella diposizione degli elementi e delle masse e dai passaggi tonali plastici sopratutto le nuvole e il paesaggio urbano sullo sfondo. L'interpretazione in low-key della foto suggerisce a chi la guarda la sensazione di un'annullamento della distanza dei due piani di ripresa, i soggetti in silhouette e lo sfondo del paesaggio, avvicinandoli idealmente e fondendoli in un tutt'uno annullando la distanza tra essi. Anche la posa dei soggetti per lo piu' non curanti della panoramica che sta loro di fronte ne esalta la piacevolezza della vista a chi la guarda.
di sicuro è azzeccatissima la riuscita pubblicitaria con marca a fuoco centrale e ripresa della scritta sulla coscia del motociclista
ma trovo che il taglio sia dispersivo ... mi spiego pur avendo volutamente lasciato il punto d interesse sulla scritta ,il resto del soggetto attira cmq troppo l attenzione per passare in secondo piano(a meno che nn fosse la tua volontà ma allora l avrei vista meglio in un contesto di una gara di velocità etc etc) e a mio avviso si poteva comporre meglio e decisamente timbrare quelle linee sullo sfondo per renderlo + neutro.
insomma uno scatto alla portata di un fotoamatore evoluto.
Un panorama in bianco e nero… clipper ci ha abituato bene a questo genere di scatti… ma per dire come un’immagine in B/N parla mi sono piaciute le parole di un grande in questo genere: Vincenzo Coronati… “E sempre questione di luce. Con il bianco e nero le luci te le puoi giocare molte volte come vuoi. Con il colore devi attendere o costruire la luce. Nel B/N ci si può muovere intorno alla luce... Il colore va sempre ad avere dei referenti. Ogni colore, percepito da ognuno di noi, evoca qualcosa di ben preciso. Con il B/N si ha una tonalità che va dal bianco al nero e il bianco rimane come identità della luce… quella che si cerac ogni volta per il colore oppure che si crea in studio… con il B/N puoi fare il contrappunto con un ripetersi armonioso di ritmi tra bianco e nero… puoi inventare le immagini… Il bianco e nero generalmente stipula, con chi lo guarda, un contratto di tragedia, un contratto di drammaturgia. Oppure l'opposto, di amore e poesia. E più difficile che si instauri un rapporto banale”… In questa meravigliosa immagine tutto è un gioco di ombre, di bianchi e di neri… il sottile confine tra cielo e terra che le nuvole enfatizzano e fanno correre lo sguardo… le colline coltivate dall’uomo e poi l’erba… ancora di proprietà della natura in primo piano che ha però la sua ombra a ricordarle che nel cielo qualcuno veglia sulla terra… quanti significati si possono leggere in questa fotografia… taglio ottimo e terzi rispettati… complimenti cipper… ben fatto!
Un’immagine qualunque di primo acchito ma io trovo che nella sua semplicità disarmante quel titolo l’abbia resa davvero significativa… Quando ognuno di noi, in un certo tipo di immagine, vuole portare agli altri quella porzione di situazione che ha attirato la sua attenzione, cerca di farlo a seconda della sua cultura fotografica, dell'emozione che lo ha spinto al click, ad un'infinità di cose che non basterebbe un volume a presentarle tutte. Certo la fotografia è senz'altro il modo di sapere poi trasmettere quella emozione o pensiero solo con l'immagine... ma si può andare oltre e allora solo il titolo appropriato può indirizzarmi sulla strada giusta... solo il titolo appropriato può farmi vedere ciò che realmente ho visto in quella immagine... la parola scritta per me è vitale nel perfetto connubio dell'immagine, quando l'immagine stessa viene a mancare del suo vero significato e non significa certamente che il fotografo non riuscito nel suo intento... è un valore aggiunto che può rendere l'immagine significativa oppure una normale immagine... poi ognuno ha la sua visione, le sue idee, il suo modo di vedere la cosa... questa foto (per me) ha acquistato un senso unicamente per titolo che ha trasmesso un bel significato... questa per me è veramente fotografia (naturalmente con la tecnica al posto giusto). IMHO… Qui tutto è al posto giusto e ciò che è anche ben riuscito è il taglio in alto… la precarietà sembra che sia pure il fatto che la struttura tenga in piedi anche la foto stessa impedendo di far cadere anche il soffitto della home in cui si trova, un piacevole effetto che secondo me dà un tocco in più… dunque un titolo che valorizza uno scatto semplicissimo ma che parla molto… complimenti!
Siamo pieni di foto a monumenti, visti e stravisti in tutte le salse, a colori e in bianco e nero… ognuno con la sua particolarità, secondo la visuale di chi lo ha fotografato… è dunque facile cadere nel banale e nello scontato… uscire dallo schema comune utilizzando una diversa prospettiva non è sempre facile… la prospettiva dal basso è un classico ma in questo caso hai saputo davvero stravolgere i canoni fotografici come dice studio 3 e hai presentato la tua visione in modo eccellente ed originale… il tuo modo di vedere quella colonna che si lancia verso il cielo… un modo di vedere diversamente che forse è davvero un tocco femminile… ci hai provato ed è uscito un piccolo capolavoro… la potenza dell’uomo, espressa in quelle antiche costruzioni, che sembra sfidare la potenza del cielo… un magnifico connubio che rende l’immagine superlativa nella sua semplicità… il gioco dei colori è perfetto e le nuvole che accolgono la cima della colonna per lasciarla forse passare al di là della nostra visuale… terzi e diagonale sapientemente rispettati in una bella fotografia che ti fa onore… migliori ad ogni foto che posti… complimenti!
Una bellissima immagine che si presta a numerose interpretazioni… il soggetto centrale, pur andando contro le regole dei terzi, in questo caso acquista molta potenza dando grande forza al soggetto… il b/n è molto ben fatto e delicato… la luce è incantevole ed è una vera chicca che fa risplendere sapientemente tutta la scena… quelle persone sullo sfondo sembrano spettatori e danno un tocco in più all’inquadratura… una scena che ha del mistero e che non lascia capire bene il vero senso ma che rimane nella mente con mille interrogativi… non vedo che accortezze potresti fare in questa bellissima immagine… hai colto un magnifico momento, complimenti!
Nascondersi dietro una maschera per renderci belli fuori, per nascondere le nostre paure e i nostri difetti… la dietro troveremo il coraggio che ci manca nell'affrontare la nostra vita. Maledizione e così !!!! Così si muore un po' per volta, nella sincronia del tempo nel continuo correrci dietro, continuando a vivere dietro la nostra maschera grigia ormai sbiadita dei propri colori, facciamo i conti con l'aritmetica senza viverci più la vera fatalità di un momento.
Ormai siamo gente che schiva la gente senza essere mai presente nella propria esistenza, questa e felicità? Ci domandiamo noi viviamo nel dubbio organizzandoci il giorno, il posto, il mondo e il modo giusto. Siamo ormai numeri anche noi presi dietro ad una suoneria, vivendo di un reality in tv
piuttosto che scriverci di poesia. Ci mentiamo da soli pur di credere in noi stessi…siamo stereotipati su di un marciapiede sempre più velocemente frequentato, dimenticandoci persino l'amore, la passione, la dolcezza di una carezza, non guardiamo più quel tramonto affidandogli i nostri desideri più reconditi.
Siamo mescolati senza ordine, appesi ad una lotteria cercando un numero che ci cambia la sorte sperando di vincere.
Nascondendoci dietro questa maschera non conosciamo più la ricchezza della nostra espressività,
quella tenera indecisione, forza e fragilità insieme… l'involontario candore di stuzzicare i nostri sogni per vivere delle cose mai pensate, mai osate, mai scritte e così non ci rivediamo più…persi in quel mare di cemento che ci circonda.
Rinventiamoci le nostre forme, il nostro stile, riprendiamoci il nostro sole che oggi non c'e più, riprendiamoci i nostri colori le nostre ombre. Solo allora rivedremo il nostro nome e ci ritroveremo di nuovo in noi più forti e felici che mai.
Togliamo quella maschera che ci costringono a tenere sul viso, lasciamo cha la nostra faccia duttile, mobile, sia ancora mutabile alle proprie espressioni, alle proprie lacrime, hai propri sorrisi. Strappiamo quel copione scritto frettolosamente da una mano fredda e indelicata.
Solo allora potremmo dire di essere vivi, puri, felici ed avere un alibi per vivere senza più bere da quel bicchiere vuoto. Riprendiamoci i sogni venduti o persi.
Lasciamo finalmente correre sul viso il tempo, anche se ambiguo, ma vero…reale, e soprattutto sincero.
Mai più stranieri di un tempo che percorriamo, mai più persi nelle nostre città, mai più felici di un finto abbraccio, senza essere più distinti da quel fumo grigio che ci circonda. Facciamo vedere hai
nostri occhi e alla nostra pelle il sole, senza perderci in questo metrò. Sempre più veloci ritorniamo ai vecchi giochi nostri, rileggiamoci le favole, riguardiamo le stelle senza vicoli ciechi. Pane per pochi, violenza finché ne vuoi, cieli sconfitti, miniere in affitto, il nostro pianto soffocato dal rumore di città…
i sogni sfrattati, e i giorni ormai sognati, la poesia malata di cancro ormai. La noia è sempre più invadente e non sappiamo più cosa siamo noi. Re di una sciocca curiosità e una drogata fantasia.
Dove sei libertà ubriaca di parate e di bandiere?...Ormai il silenzio e libertà .
Dietro questa maschera c'e un uomo…una donna. Cerchiamo di riscoprirlo.
Francesco Tosti
Parte tecnica:
Eccellente impatto visivo della foto in se stessa. Ricreazione fotografica a dir poco teatrale. Ottima l'accurata posa e complimenti anche alla modella è riuscita ad interpretare bene la sua parte. Mi piace anche la scelta del vestito nero credo sia voluto per dare più risalto ed enfasi al soggetto
Esposizione quasi buona, il neo sta solo nella bruciatura della mano dovuta sicuramente alla vicinanza della luce rispetto al viso, accentuata poi dal post che hai usato.
Post eccellente come del resto tutti i tuoi lavori. La tua cura maniacale è a dir poco sublime.
Unico neo sono i riflessi dei mobili sulla maschera…distraggono un po’,
ma capisco altresì che i mezzi usati sono pochi.
Consiglio per la prossima volta di provare a metterti con le spalle su un muro privo di oggetti o metti un lenzuolo dietro di te.
Una bella immagine che mi ha fatto ritornare più volte a guardarla… fotografare il ghiaccio è sempre difficile per via della luce ma in questo caso la luce ha creato una magnifica atmosfera oltre che a rendere merito ai ghiaccioli… L'inverno quindi, in tutte le sue manifestazioni, è una stagione in cui il bosco ci offre alcuni dei suoi momenti migliori. In genere la luce migliore per fotografare nel bosco è quella intensa ma diffusa di una leggera nuvolosità; la luce diretta del sole crea dei forti chiaroscuri che vengono resi dalla macchina in modo più marcato di quanto non faccia l’occhio. La luce diffusa, invece, garantisce uniformità nei contrasti, mantiene i dettagli e permette anche di saturare il colore, pieno e senza ombre. È tuttavia una luce “piatta”, quindi la profondità della composizione andrà curata con molta attenzione… nel tuo caso hai azzeccato la luce giusta che evidenzia i singoli ghiaccioli in quasi tutti i loro dettagli… gli alberi neri e il cielo blu sono probabilmente il migliore sfondo che potevi trovare per questa immagine e il contrasto la rende davvero una bella immagine naturalistica…Il problema di fotografare nei boschi è ottenere una frazione del senso spaziale e dell’atmosfera che qualsiasi passeggiata in un bosco riserva all’osservazione diretta. Nel bosco le difficoltà si sommano per il numero degli alberi, per la mancanza di spazio e di riferimenti dimensionali. Il problema è quindi scegliere dei soggetti che siano già isolati rispetto al resto del bosco come hai saputo fare in maniera perfetta con i tuoi ghiaccioli. Variare il punto di ripresa è sempre un buon esercizio fotografico, e la cosa vale anche nel bosco. Nel tuo caso hai sapientemente isolato i ghiaccioli dal suo contesto evidenziandolo.
Avvicinandoti molto al soggetto, creando un primo piano forte che aumenta il senso di distacco tra esso e ciò che sta dietro; anche se hai inquadrato solo una parte della massa di ghiaccioli, una parte significativa, ovviamente, è servita per dare l'idea di tutto il suo insieme. Per far questo si può usare un diaframma aperto, e cercare così di sfuocare lo sfondo rendendolo meno invadente proprio come hai fatto tu. In questi casi la cosa più ovvia da fare sarebbe montare un grandangolare e cercare di far stare tutto i gioco di ghiaccioli nell'inquadratura. Così facendo, tuttavia, non gli renderemmo giustizia: a causa del ridotto rapporto di riproduzione delle ottiche corte (in parole povere: il soggetto si rimpicciolisce) e delle deformazioni prospettiche (le linee verticali si inclinano, andando verso un punto di fuga). Usando invece un teleobiettivo medio, intorno ai 100 mm, potremo allontanarci dal soggetto, avremo un punto di ripresa più parallelo al terreno, una resa più naturale della prospettiva, eliminando le linee cadenti. L'effetto di schiacciamento dei piani, associato intuitivamente alla distanza, restituirà in modo corretto la sensazione di dimensione; il tele permette anche di sfuocare di più lo sfondo, a parità di diaframma. Dal momento che nel bosco la luce è spesso molto ridotta, il miglior amico del fotografo sarà come sempre il treppiede, un amico scomodo ma semplicemente insostituibile in queste situazioni. Ma con la tua macchinetta hai già fatto un bel miracolo… eh eh eh. La tua scelta di non includere le punte dei ghiaccioli a beneficio della parte alta la trovo molto pertinente per uscire dalla solita foto dei ghiaccioli che tutti vedono… una scelta che ha fatto bene a fare anche se spero che hai poi fotografato pure le punte come tuo ricordo… per concludere complimenti e conti ua a sperimentare nella natura come hai fatto fin’ora.
Questa foto ha tutte le credenziali per vincere il contest di Vivere la montagna… ma sarà la giuria a deciderlo a suo tempo tra le altre bellissime foto che sono state postate.
dunque me le sono guardate tutte
su molte ci metti dei titolo molto importanti ma poi si guardano le foto e ti cadono tutte le illusioni...
c'è qlke scatto migliore di altri ma c'è cmq moooolto da studiare.
parliamo dell unità stilistica degli scatti, alcuni hanno un contrasto molto esasperato direi,altre sono dei bn classici ,in un portfolio oltre che unità tematica sarebbe bello avere unità stilistica.
x cui per prima cosa dovresti rivedere questo e decidere se muoverti sulla scelta dei bn esasperati o no.
La scelta dell'inquadratura storta non sempre paga anzi molto spesso disturba se non ha motivazioni o almeno nn arrivano le motivazioni che ti hanno spinto.
L idea degli estratti biblici associati ad immagini in ossimoro mi piace molto ma dovresti prima creare un tuo percorso poi scegliere le frasi poi scegliere cosa fotografare di modo da creare un racconto un filo logico da seguire.
Io non insisterei sulle inquadratura storte e quasi fatte a caso,una buona immagine nasce anche grazie al pensiero di come la si vuol comporre e trattare tecnicamente prima ,x cui ti consiglio di osservare , elaborare e poi curare di + le tue scelte compositive e di messa a fuoco,certo qualche sfocato può essere gradevole a coadiuvare il racconto ma dev' essere sempre motivato e di classe.
Molto d'effetto il taglio e la ripresa dall'alto, non facile e non sempre opportuna. Molto intenso anche lo sguardo e l'espressione. Ci sta proprio bene lo spazio a destra a lasciare spazio alle belle ciocche di capelli che, fuori fuoco, paiono serpentelli animati come le migliori rappresentazioni di Medusa.
Una bella immagine con la presenza del soggetto senza esserci!
L’unica stonatura, forse, è quella mano che disturba l’occhio in una scena che trovo rilassante, dolce ed espressiva nel medesimo tempo… Il taglio è molto particolare, buona la cura delle diagonali, completo bilanciamento della posa… interessante colpo d'occhio, buona la cura dei toni… forse un pelino sfocata ma nel complesso direi che lo scatto è ben riuscito! Un interessante esperimento che secondo me merita l’attenzione.
Complimenti…
quest'immagine direi che è una totale via di fuga che si apre dell ampio respiro del primo piano sulle pecore e accompagna l occhio attraverso il pastore lungo tutta la parete di sinistra,
mi par di scorgere una persona(che oresumo un anziana signora) che sbuca dall angolo della casa in fondo .è un valore aggiunto compositivamente parlando poichè la trovo molto simmetrica e correlata alla figura del pastore.
vogliamo poi parlare dell ottima luce laterale che disegna tridimensionalmente tutto ciò che tocca?
volevo ancora parlare dell'eccelente contrasto e dei bellissimi toni di bn,l unica perdita (credo dovuto alla compressione ) è nella macchia nera del cespuglio di dx
e in qualche fondoschiena delle pecore.
Dal commento dell'autore ("Mah, io passavo di lì e click!") deduco che questo scatto e' stato il classico colpo d'occhio, ben eseguito ma fatto frettolosamente mentre ci passava di fronte. Credo che abbia i requisiti per un buon scatto e adesso cerco di spiegare anche il perche'.
L'idea, anche inconscia, dell'autore e' buona. Mi rendo conto che data la situazione si e' trattato di un point-and-shot ma forse ne poteva nascere una cosa piu' interessante. Gli elementi ci sono: la ragazza distesa che prende il sole in una posa ammiccante, lo sviluppo longitudinale della roccia che l'accoglie come un letto, la roccia in primo piano a dx, che possiamo assimilare ad una testa di qualche animale/moostro chino sulla sua preda o comunque raffigurante una forma fallica protervo sulla ragazza. Il momento dello scatto e' buono, la posa della ragazza e'perfetto la mano sui capelli, l'altra sul fianco e la posizione delle gambe comunicano un fare rilassato ed un po' da gattona. Di certo la vedo meglio con un'inquadratura piu' stretta a coprire solo la roccia in primo piano a dx e la ragazza distesa tagliando tre porzioni in alto, a sx ed in basso del campo inquadrato.
Trovo questo ritratto di una spontaneità unica.
Se è in posa e riesce a fare queste espressioni, ha un futuro da attore.
:)
Bella la luce, presente ma non invadente, buona la riproduzione tonale.
Ad essere pignoli toglierei una piccola striscia orizzontale in alto.
Complimenti a entrambi!
Poche foto si possono fregiare l'aggettivo di bella e buona contemporaneamente. Questa per me e' una di queste.
Buona perche' ci fa riflettere sulla condizione umana di solitudine ed emarginazione propria di una fetta della nostra societa'. E' molto comunicativa, diretta ed efficacie. Si vuol far notare, con il soggetto in quella postura inclinata quasi a voler uscire dall'inquadratura.
Bella perche' e' molto buona la sua realizzazione, non lascia niente al caso. La tecnica e' solo uno strumento e non e' fine a se stessa. La composizione, l'attimo colto e l'espressione del soggetto sono strumentali e coerenti con il messaggio proposto. L'unica cosa che mi sento di commentare a questa ottima foto e' una maggiore concentrazione sul soggetto, tagliando porzioni marginali del fotrogramma, che ne aumenterebbero ancora l'impatto.
“C'è un piccolo popolo che non è quello fiabesco che vive nell'immaginario di ogni paese. È un popolo reale, vive nei prati e nei boschi fuori dalla porta di casa, persino nei nostri giardini. È il popolo della microfauna, e della flora: parliamo dei piccoli animali, degli insetti, degli invertebrati, dei piccoli fiori, ma anche dei minuti dettagli, delle velature, delle punteggiature, delle trame, e dei disegni naturali che osservati da vicino acquistano una dimensione diversa. Nel microcosmo ritroviamo tutte le dinamiche e le pulsioni che siamo abituati a conoscere nella nostra scala dimensionale, nel nostro mondo di animali superiori, di esseri grossi, una completa gamma di istinti e di vicende riprodotta in parallelo, universo nell'universo. E nella distanza che colmiamo, in quel momento, vediamo riecheggiare la proporzione tra noi e il cosmo intero, in qualche misura, ne percepiamo la profondità, le diverse scale di grandezza”.
Una magnifica immagine dai cromatismi eccellenti… il forte arancione che va a scalare per riprendere poi il verde sfocato… e quei pistilli che fanno da soggetto principale in connubio con la vespa… la vita che nel piccolo mondo viene rappresentata molto bene e che è un vero piacere per l’occhio… la trovo un’immagine gradevole, con un bel taglio e ben curata… complimenti.
Una bella immagine, molto ben curata nel taglio, composizione ed esposizione.
La post produzione mi sembra ben fatta,bello il nero avvolgente, bella la pelle tenuta sui toni alti.
Mi piace molto l'uso dei colori, quel riflesso di luce sui capelli rende "elettrico" il tutto.
Mi piacerebbe vedere anche l'altra metà, magari attaccata.
Complimenti.
Un’immagine incantevole e genuina che trasmette la gioia e la semplicità dove il bambino è un maestro ad esprimerla… il b/n è eccellente e pure i dettagli… il leggero mosso della mano è gradevole e rende il movimento dell’asta più enfatizzato… hai sfruttato pienamente la luce senza sovraesposizioni che accarezza il suo viso magnificamente… pure la ripresa all’altezza del soggetto è una buona scelta… il taglio che gli hai dato porta all’attenzione l’asta che dondola (forse un pelino più stretto sarebbe stato meglio)… ma la vera chicca è la sua espressione di gioia verso un gesto così semplice… che dire di più… hai colto un momento ricco di emozioni nella spontaneità tipica dei bimbi… Non trovo un problema la manina tagliata perché tutta la scena non ha nulla a che fare con quella mano e nonj mi disturba affatto! complimenti davvero!
Innanzitutto ringrazio lo staff per la nuova finestra in home "...una a caso" che mi ha dato modo di vedere questa foto.
:)
Un buon momento, il tempo sembra sospeso, fermo.
Buona la riproduzione tonale, dai bianchi ai neri sempre leggibili.
Mi piace la composizione, non molto la posizione della linea dell'orizzonte ma, con tutti gli elementi presenti nella scena, mi sembra l'unico modo possibile. Hai gestito lo spazio nella giusta maniera, riempendolo di tanti elementi, come dicevo, ma tutti organicamente posizionati.
La scelta della luce giusta e l'uso di un tempo lento ha dato fascino all'immagine, l'ha resa eterea.
Spero di vedere altre tue immagini.
Trovo questa foto ben fatta.
E' interessante il gioco di linee, di forme e di trasparenze.
La scala di grigi completa,il tono generale è delicato e per nulla invadente, poi la parte in alto, vuota, ti aiuta a "volare".
Complimenti.
Un appunto. Cercherei di rendere meno visibile l'alonatura del palo a dx.
Bella realizzazione che permette un approfondimento sulle foto ai fiori…
“Un simbolo potente ed efficace per visualizzare un semplice concetto di bellezza è senz’altro il fiore! I petali, che sono la parte più colorata, offrono suggerimenti quasi illimitati. Il fiore è un’entità tanto decantata sia in poesia, in letteratura, nell’arte e nella quotidianità… il mondo dei fiori è certamente uno dei soggetti più suggestivi e stimolanti per la nostra vista e di conseguenza per le nostre fotografie. È molto facile da reperire ma è anche molto facile cadere nella banalità con una immagine scontata. Trovarli è dunque facile ma è però difficile cogliere il ritratto significativo e altrettanto suggestivo come la prima impressione che ci ha fatto attirare. Prima regola è stabilire se i fiori sono efficaci in gruppo oppure presi singolarmente e in questo caso la tua scelta si è rivelata ottima. Una volta scelto si decidere la profondità da dare all’immagine e qui occorre conoscere le regole della profondità di campo legate alla diaframmazione. A seconda che il diaframma sarà più aperto o chiuso, otterremo solo parti del soggetto a fuoco o tutto interamente nitido. Se l'immagine si sta riprendendo da vicino o con un obiettivo macro, si noterà subito nel mirino della nostra fotocamera, che a seconda di quanto giochiamo con la ghiera di messa a fuoco dell'obiettivo, possiamo ottenere piani diversi di nitidezza. Visto ciò, decideremo a quale distanza di messa a fuoco regolarci e quindi su quale zona del fiore soffermarci. Se è un insieme di particolari nitidi e sfuocati che vorremo ottenere (ovvero ciò che stiamo osservando nel mirino), allora basterà impostare un valore di diaframma aperto ( f/1.8, 2, 2.8 o 4, ). Se invece vorremo ottenere un'immagine completamente nitida del nostro fiore ravvicinato, allora dovremo innanzi tutto fissare la messa a fuoco sulla parte del fiore più vicina a noi e quindi, impostare un diaframma chiuso prima di scattare (f/ 11, 16, 22, 32). Questa è una delle regole della legge di profondità di campo. Una seconda regola riguarda la distanza dal soggetto. A parità di obiettivo e diaframma usati, se ci allontaniamo dal soggetto, aumenterà la zona di nitidezza dietro il piano di messa a fuoco. Una terza ed ultima regola si riferisce al tipo di obiettivo utilizzato. Più l'obiettivo è "spinto" cioè più ingrandisce ( macro e tele), a parità di diaframma, possiederà una minore profondità di campo”. Di Claudio Rubino un grande delle macro… Alla fine occorre sapere che fare con le immagini, nel tuo caso hai realizzato una splendida composizione cromatica (dal giallo all’arancio) esaltando maggiormente i petali piuttosto che l’intero fiore. Nella tua composizione, partendo dall'alto, la prima foto, manca un pelo di nitidezza, buono il taglio, disturbano un filino quelle foglie sulla sinistra, buono lo sfuocato. La seconda: buona l'inquadratura (quadrata) e lo sfuocato (anche se lo sfondo disturba un (un pochino), il giallo è difficile da leggere… la terza: taglio "ardito" ma piacevole, nitidina.... poca profondità di campo. La quarta: carino il taglio e la posizione di ripresa... ma riprendere un fior e in macro con quella angolazione, richiede una profondità di campo notevole.... mi pare che manchi di nitidezza (parametro fondamentale per la macro), l’ultima: (IMHO) è la più riuscita.... ben definita, ben incisa... nitidina.... Attenzione alla nitidezza. Osservo i tuoi lavori da un pezzo e vedo che ci metti fantasia e cuore e questo è bello… continua così e vedrai che farai sempre meglio. Complimenti e ben fatto!
tutto finisce ,e tutto inizia ci si ritrova accantonati in un posto che mai avremmo voluto immaginare
ma il tempo spesso gioca contro di noi e rimaniamo spettatori malinconici di quella felicita' impossibile
la nostra pelle sempre piu' ruvida da quel freddo che ci circonda l'anima quella lacrima fa' fatica ha scendere giu' in un tempo inconciliabile che gioca contro di noi , riversato in quelle valigie vuote da un eternita' e ci rifugiamo spesso in quel malessere
ma spesso ci dimentichiamo che esiste una realta' piu' importante ,una realta' vera dove possiamo riporre le nostre speranze quella realta' si chiama DIO solo lui non ci abbandonera' mai spesso cerchiamo miracoli dove non li vediamo ma dovremmo guardarci intorno per vedere un miracolo costante la nostra esistenza.
Nel marasma di magnifiche foto che arrivano è sempre dura trovare quella che merita una recensione perché molte lo meritano… questa immagine mi ha colpito molto perchè ha saputo trasmettere una triste realtà in un modo originale e visto dalla prospettiva delle gambe… mi sembra che a scattare questa foto siano state altre gambe… vedo le gambe di una donna, sinonimo di bellezza e perfezione in un sapiente contrasto con quelle di un uomo malato… il tutto accompagnato da quei sedili rossi… un colore forte che richiama maggiormente questa realtà di chi può e di chi non può… le due stampelle, nel loro sbucare prevalgono nella scena e riportano al dolore… taglio eccellente… prospettiva magnifica… bravissima!
Come dice l’autore in questa foto c’è proprio tutto… c’è chi parla, chi va e chi viene, giovani e vecchi ma la vera chicca di questa bella immagine è la bionda che in mezzo alla folla se ne sta pensierosa, quasi ad osservarla perplessa… in un mondo che corre c’è sempre chi resta fermo ad osservare… l’albero dimostra ancora come l’uomo non può vivere senza la natura anche se nelle sue mani finisce sempre male…Taglio quasi perfetto se non fosse per la parte superiore, ottimo mosso dovuto ad una buona calibrazione di tempo ed esposizione, buono il bianco nero e ottima tonalità di grigio… complimenti!
Ci sono un’infinità di ritratti che vengono messi ogni settimana, alla fine che vuoi dire di un ritratto? Che è bello, ben fatto, bella gestione del b/n, bel taglio, chi più ne ha più ne metta… con la professione che io faccio esprimere un giudizio su un ritratto non è sempre facile perché per me la fotografia deve sempre parlare all’occhio che ascolta, deve trasmettere un’emozione, una storia e non solo esprimere la bravura tecnica del fotografo che in questo caso è indiscutibile. Questa foto mi ha fatto ritornare alla mente, in modo fatastico, un libro conosciutissimo e allora ecco che tutta quella storia si fonde magnificamente in questo personaggio ritratto. Un ritratto che esprime la grande fatica che un pescatore, di un tempo, compiva ogni giorno sul mare… la sua espressione di uomo forte e dignitoso fa da connubio con il libro: “Il vecchio e il mare” scritto dallo statunitense Ernest Hemingway pubblicato nel 1952.
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio era decisamente e definitivamente salao che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un'altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all'albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand'era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne. Il vecchio esce l'ennesima volta a pescare per tentare di risollevarsi. Questa volta abbocca un enorme marlin che lo trascinerà in una lotta estenuante tra uomo e animale che porterà con grandi sacrifici alla vittoria del vecchio. Il Vecchio viene comunque sconfitto, dopo essere riuscito ad attaccare il pesce alla barca viene attaccato, durante il ritorno, dai pescecani che divorano la carcassa del maestoso pesce.
Questa meravigliosa immagine la trovo perfetta per descrivere il personaggio del libro e quando una foto riesce a comunicare così tante storie è destinata a restare scolpita nella roccia… complimenti!
Non sono molto amante dei nudi ma di quelli fatti bene si... un nudo dove la bellezza femminile, la grazia e il rispetto si fondono sapientemente con intelligenza sono un inno alla donna... questa immagine la trovo fantastica... ben realizzata e il gioco dei bianchi sul nero è gradevole alla vista... originale e ben tagliata... sembra ammaliata da quei raggi che possono rappresentare il sole in un mondo surreale dove la donna può ancora riscattare il peccato adamico... questo è il tuo stile... inconfondibile... ben fatto!
Siamo solo al 29 dicembre e in questo bel sito ci sono già 65 utenti e oltre 780 immagini di grande qualità… la recensione diventa sempre più ardua e difficile dunque ho pensato di dire due parole in proposito prima di recensire la foto… quando mi hanno proposto di fare il recensore è stato un vero privilegio per me e nonostante avessi avanzato delle riserve i gestori del sito hanno deciso comunque di lasciarmi fare e di questo li ringrazio… vorrei precisare che la mia esperienza fotografica si rivolge soprattutto alle foto di natura e di montagna questo a motivo del mio mestiere di fotoreporter e giornalista alpino… la mia conoscenza tecnica della fotografia non è certamente ai livelli dei grandi fotografi in generale ma ciò che posso dire è che la mia vent’ennale esperienza nel mondo della fotografia, grazie alla rivista fotografica che gestisco, colma ampiamente questa lacuna. Come recensore, a differenza di altri siti dove le recensioni vengono fatte un po’ come vengono, io ho deciso che in questo sito, che ho visto nascere, dia l’opportunità a tutti gli utenti di vedere il proprio lavoro valorizzato indipendentemente dall’abilità fotografica o dalla tecnica che uno utilizza. Conoscendo la maggior parte degli utenti, visti in altri siti, cercherò anche di valorizzare il lavoro di crescita che uno riesce a fare di foto in foto… il mio scopo è di rendere omaggio a quelle immagini che riescono veramente a comunicare all’occhio che ascolta e cercherò di trovarle in ogni utente di questo sito… naturalmente la mia visione delle immagini è sempre condizionata dal gusto personale ma nelle recensioni non terrò assolutamente conto di questo fatto ma mi impegnerò a cercare anche quelle foto (che magari a me non piacciono) ma che meritano comunque… questo sito deve diventare un luogo dove tutti sono uguali e dove nessuno è migliore dell’altro… ognuno comunica con il suo modo e di questo io tengo conto… di foto da recensire ce ne sarebbero un’infinità e sceglierne una sola alla settimana è davvero un’impresa difficile e di grande responsabilità… ad uno ad uno cercherò con pazienza di trovare in ogni utente la foto che lo merita senza innalzare un utente piuttosto che un altro… poi con il tempo, certamente ci saranno altri recensori che potranno aiutarmi a rendere questo lavoro più tecnicamete valido. Ed ora passiamo alla foto di questa settimana… In un mondo dove i bambini vivono ancora una condizione sociale di autentica schiavitù, dove è negato loro il diritto al gioco, alla libertà di parola, all’istruzione e… all’amore… questa immagine sapientemente realizzata è un richiamo alle nostre coscenze, un inno all’amore che essi hanno diritto ad avere… un bimbo che dorme sicuro che qualcuno lo ama e che non lo abbandonerà mai… il taglio forse avrebbe dato più enfasi in verticale ma è solo la mia opinione… i toni tenui e i contorni soft rendono l’immagine magnifica… noto un leggero micromosso e sfocatura sul viso della donna ma non è importante visto il grande messaggio che questa immagine comunica… avrei comunque dato più aria attorno… visto il periodo la trovo una foto pertinente che fa riflettere… complimenti!
Una magnifica prospettiva che richiama la quotidianità della vita di città… un gioco di colori che ben si addice all’immagine che parla… tutti in fila ma con l’individualista che non ha tempo e che desidera essere il primo della lista… una fotografia sapientemente realizzata carica di significato… un’immagine che mi ha fatto ritornare più volte ad ammirarla e dunque che ha saputo trasmettere molto nella sua semplicità urbana… hai colto un magnifico attimo da un’inquadratura che rimane esemplare… bravissimo e ben fatto!!!
Una foto che definirei publicitaria per il messaggio finale che racconta dal taglio drastico ma centrale all'azione. Per renderla ancora piu' amletica avrei preferito uno sfondo scuro in modo che il fumo sia stato ancora piu' visibile. L’esposizione è buona con un ottimo bilanciamento fra il controluce e il soggetto. La sua espressione esprime un profondo connubio con la sigaretta che la rende molto bella... e anche lo specchio sporco fa il suo gioco in una bella immagine con un messaggio profondo... ben fatto!
Un'immagine eccezionale... tra le più belle che ho visto fin'ora... il taglio e il b/n sono magistralmente espressi in un'inquadratura che è ricca di sentimento... mi immagino l'anziana che osserva le case testimoni di vita vissuta... forse la sua vita... che evocano ricordi e malinconie, guerre ed amori, sogni e fantasie... e poi la quotidianità... tutta l'essenza della vita umana la vedo così chiaramente illustrata che pare un libro aperto... una fotografia che è scolpita nella pietra e che rimane nel cuore di chi la osserva... magnifico... e ancora complimenti!
Mi è piaciuta subito questa magnifica immagine che sembra mostrare un paese surreale in questo silenzio geniale... mi ricorda il libro "La Metamorfosi" di Franz Kafka. Incastonando uno straordinario equilibrio di grottesco e oggettivo, di concreto e assurdo, in un impianto stilistico sopraffino, Kafka è riuscito a creare un capolavoro letterario senza tempo. E mi immagino lui che guardando da una di delle finestre di questa foto mentre si accorge che si è trasformato in uno scarafaggio... la scena da te immortalata rende l'idea del surrealismo e il cielo è da connubio con il tutto... trovo ottimo il b/n e quel bianco sullo sfondo... come un richiamo alla libertà... un'immagine che mi ha trasmesso molto a livello emotivo... bravissima!
Un uomo solo con i suoi pensieri… una quotidianità che parrebbe scontata… ma l’immagine ci aiuta ad andare più a fondo… a scoprire i reconditi sentimenti che una persona, nella sua esperienza di vita vissuta porta con sé continuamente… un’immagine che mi porta anche alla tenerazza verso quell’uomo così assorto (che magari sta poi solo sonnecchiando un pochino, ma il bello della fotografia è anche sviscerarne le molteplici interpretazioni che essa trasmette)… magnifico il b/n e la sfocatura mi garba parecchio… un vecchio non è mai solo se ha delle storie da raccontare e questa splendida immagine lo dimostra… una foto che nel suo silenzio grida al mondo che chi ha le storie nel cuore vale sempre qualcosa di più in questo mondo che dimentica gli anziani… ben fatto!
Ecco un classico megnificamente presentato... senza l'isolotto e la barca sarebbe stata solo una bella foto e basta ma così acquista un grande senso di libertà... l'orizzonte che ricorda all'uomo come la Terra e la natura siano sempre fuori dalla portata della sua comprensione in quanto a meraviglia e bellezza... e l'uomo che invece di andargli incontro resta inchiodato sulle proprie maldestre opinioni... un gioco piacevole di colori che separa nettamente l'immagine con uno splendido contrasto... il taglio è ben fatto e le diverse linee che vedo ne risaltano la bellezza... una foto delicata che trasmette molto fatta da una utente che si definisce non esperta... ecco la prova che tutti possono riuscire ad avere scatti ben fatti se usano il cuore per vedere con gli occhi! Complimenti!
La magnificenza della natura è tutta presente in questo scatto magnifico... mi sembra di udire la voce del Divino che dall'alto dei cieli comunica sopra la Terra colma di egoismo umano... ma ancora una volta la natura ci ricorda che è lei l'artefice di tutta la bellezza che ci circonda... il taglio che gli hai dato è eccellente e anche i terzi sono rispettati, a mio parere, splendidamente... un gico di colori delicato che sembra nascondere una grande potenza pronta ad esplodere da un momento all'altro... quei raggi di luce che fuoriescono irradiando la terra ovunque, nell'inquadratura, sono eccezionali... mi immagino una persona che si avvicina ad essi lungo la stradina a destra... con il reverenziale timore di raggiungere una spcie di Oracolo di sapienza... un'immagine che parla molte lingue... complimenti!
L'arte di fotografare ci insegna che il soggetto non deve mai essere inserito al centro perfetto dell'inquadratura... l'immagine è ottima per posa... un bianco e nero splendido... ottimo il risultato per quanto riguarda la lettura esposimetra... unico neo di questa bellissima foto è l'aria lasciata nella parte sottostante ma non mi tocca più di quel tanto... la ragazza mi trasmette un bel senso di tenerezza e quelle gambe evidenziano un certo imbarazzo che la rende dolce e mostra il suo grande fascino oltre alla magnifica bellezza... un ritratto di una ragazza dolce e tenera di fronte a colui che l'ha ritrae rendendo omaggio alla sua bellezza e probabile ingenuità... la trovo davvero ben fatta ed è una foto che si guarda più volte volentieri senza mai stufarsi... complimenti!
Trovo che questa sia una delle tue foto più belle... il gioco del bianco e quello del nero è magnifico... quel mosso è solo una questione di gusti personali ma io trovo che se non ci fosse stato la foto avrebbe perso molto e sarebbe stata troppo statica... un'immagine semplice ed esenziale dove i pochi elementi sono presentati in modo corretto... l'idea di riprendere il suonatore dal dietro le conferisce una certa originalità che di solito in questi casi manca... quando guardo le foto per trovare quelle da recensire mi lascio sempre guidare dal cuore e dalle emozioni o particolari che mi fanno ritornare più volte su una certa immagine... nel tuo caso ci sono ritornato molte e alla fine mi ha convinto... pulita e fresca... dunque complimenti!
Nel “Trattato della pittura”, Leonardo Da Vinci scriveva che la pittura “fa con più verità le figure delle opere di natura che il poeta”. Il pittore deve quindi, secondo Leonardo, imitare la natura che è la bellezza per essenza. Il fotografo scrive con la luce, narra storie con le immagini. Ma c’è modo e modo di raccontare. Sono molti, troppi, quelli che raccontano senza dire nulla. Raccontare con le immagini non è facile, anche perché moltissime foto non lasciano ricordi, si dimenticano e spariscono come se fossero state bolle di sapone. Ho sempre pensato che ci sono tre tipi di immagini. La maggior parte delle foto sono come segni nell’acqua. Spariscono in men che non si dica, senza lasciare nessuna traccia, nessun ricordo. Poi ci sono poche fotografie che sono come disegni sulla sabbia. Durano finchè il vento non le cancella, il vento di un altro avvenimento. Infine c’è un numero infinitamente piccolo di fotografie che sono scolpite nella pietra e durano per sempre. Sono quelle immagini che nè il tempo nè altri avvenimenti riescono a cancellare e fare dimenticare. Ci sono fotografie o immagini che sono belle e basta. Sono le fotografie d’arte. L’estetica ha una grande importanza, l’occhio vuole la sua parte. Anche se un’immagine è soltanto bella racconta tante cose, informa, sensibilizza, lascia nell’animo umano un ricordo, una sensazione. Poi ci sono le fotografie che da sole devono raccontare l’evento, la situazione, la gioia, la tragedia, senza necessità di un testo… Questa foto rappresenta un tema che oggi oserei definirlo la grande malattia del secolo... "la solitudine"... pur in mezzo alla gente quanti vivono in una tremenda solitudine... una foto che questa che è scolpita nella pietra che avrà sempre un senso... complimenti e grazie di avermi fatto diventare un pochino poeta osservando la tua splendida immagine!
Magnifica immagine che trasmette una dolce emozione…una buona luce sul viso della modella, la posa è molto dolce e delicata, bello anche il viraggio che la rende più calda… il viso nella sua naturalezza infonde aspettattiva… una non curanza di ciò che le sta attorno… tutta presa a far contento chi la sta ritraendo e quella mano che sembra sospesa nel nulla… come se non facesse parte del suo corpo ma solo della sua espressione ricorda che sa difendersi… nelle opere del grande Leonardo Da Vinci vedo alcuni ritratti che somigliano a questo per posa e tonalità e dunque anche il titolo secondo ci sta bene e gli rende onore anche se lui non tagliava mai i visi (ma in questo caso il taglio è eccellente)…un grande impatto emotivo… bel ritratto…complimenti!
Ci sono ritornato più volte stamattina su questa foto per decidere quale recensire oggi… e questo fatto mi ha deciso a farlo… il mio occhio cade immediatamente su quella testa bianca, ricca di storie per la sua anzianità che dà l’idea dell’attesa all’angolo della vita magnificamente espresso con la panchina in quel contesto di linee che ben marcano il ring della vita… un uomo che osserva, riflette o semplicemente si riposa ma che ha un grande impatto emotivo… la sua dignità è ben presente e coloro che lo osservano non possono che restarme ammaliati… quanta storia in questo scatto sapientementeb realizzato… anche qui una splendida immagine che parla all’occhio. Complimenti!
Ottimo ritratto rubato e buono il bianco e nero...anche se avrei schiarito leggermente il viso... il taglio è molto particolare ed interessante... decisamente fuori la metrica fotografica ma questo è un tuo punto di forza... ritengo altresì che la lieve sfocatura sia voluta e studiata altrimenti avresti dovuto dare una maggiore profondità di campo... buona la raccontabilità e il messaggio finale della foto stessa... la ritengo una foto nettamente pubblicitaria... Inoltre i lineamenti del viso esprimono il grande fascino femminile nascosto velatamente... una foto che trasmette molto. Ben fatto!
La foto che parla… non mi stancherò mai di ripeterlo… un piccolo capolavoro questo che ben esprime il grido di un sogno nascosto… quanti di noi vivono al di là di un bel sogno… quanti lo vivono quotidianamente e come sono pochi quelli che lo raggiungono. L’espressione della ragazza ben illustra la sua speranza di andare oltre e i raggi di luce che sembrano aggredirla mettono in risalto la sua paura… la mano che cerca uno spiraglio... ma sempre aggrappata al corpo pieno di timori… una foto eccellente anche tecnicamente… e inoltre il fatto che la ragazza sia una giovane dà più risalto al sogno… ben fatto!
Un'immagine che per molti potrebbe apparire come la "solita scattata senza un tema preciso"... in questa espressione io leggo la quotidianità che tutti vivono in un modo o nell'altro... il gioco di colori delle case, la donna che cammina nel suo andare ordinario... la biancheria che svolazza al vento... tutto un richiamo della vita di tutti i giorni... ma questa foto non avrebbe detto nulla senza gli elementi a sinistra in primo piano che ancora una volta richiamano il lavoro che una donna svolge nella sua quotidianità... una foto che oserei chiamare: "inno alle donne di casa"... un momento straordinario che racchiude tutta la vita delle casalinghe e anche quei fiori alle finestre annunciano ancora una volta la presenza (forse) di una donna in casa... ben fatto... un esempio di come una foto normalissima, ma ben realizzata, riesca a trasmettere tante emozioni!